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Zooxantelle
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top
Le mwcwzooxantelle o mwdazooxanthellae sono mwdqmicrorganismi mwdgfotosintetici unicellulari marini (microalghe) che vivono tipicamente in mwdwsimbiosi mweamutualistica con organismi marini mweqbentonici e mwegplanctonici come i mwewpolipi dei mwfacoralli duri o mwfqmadrepore, ma anche con mwfgmeduse, mwfwanemoni di mare, mwgaspugne, mwgqmolluschi, mwggplatelminti, mwgwforaminiferi e mwharadiolari;cite-ref-1[1] la loro presenza è limitata all'interno della mwiqzona fotica.
Per lo più si tratta di alghe unicellulari mwkgdinoflagellate (le più note sono quelle del genere mwkwmwlaSymbiodiniumcite-ref-2[2]), ma esistono anche alcune specie di mwmqcrisoficee, mwmgcriptoficee e mwmwbacillarioficee che svolgono una simbiosi dello stesso genere.cite-ref-wakefield2000-3-0[3]cite-ref-birkeland-4-0[4]
Contents
• Note
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Biologia ed ecologia
La simbiosi a cui danno origine le zooxantelle è una tipica mwpwendosimbiosi: il simbionte vive all'interno del corpo dell'ospite. Ciò accade anche nel caso di ospiti unicellulari.
Negli strati superficiali dei mari caldi le zooxantelle si sviluppano assorbendo il mwqqdiossido di carbonio liberato dall'ospite e forniscono in cambio diverse sostanze nutrienti.cite-ref-ruppert-5-0[5]cite-ref-lohr-6-0[6]
Zooxantelle e coralli
I più noti organismi che ospitano zooxantelle sono i coralli duri (mwugmadrepore o mwuwsclerattinie) che costruiscono le mwvabarriere coralline. Le microalghe (le più note sono quelle del genere mwvqmwvgSymbiodinium) crescono nei tessuti vivi del corallo. Poiché i coralli sono mwvwpredatori, il significato delle zooxantelle endosimbionti non è direttamente nutritivo ma lo è indirettamente in quanto esse forniscono con le loro secrezioni sostanze utili al metabolismo dell’animale, producendo mwwaossigeno ed eliminando i metaboliti del corallo; è stato osservato che le zooxantelle contribuiscono a oltre il 90% del fabbisogno energetico dei coralli che le ospitano. Quindi la presenza delle zooxantelle è fondamentale per i coralli: si tratta di una simbiosi obbligata; senza le microalghe, i coralli che costruiscono le barriere coralline non potrebbero sopravvivere a lungo, e di conseguenza non esisterebbero le barriere coralline.
È stato dimostrato che le zooxantelle che vivono in endosimbiosi con i coralli costruttori sono essenziali per la fissazione del mwwgcarbonato di calcio, materiale che costituisce l'mwwwesoscheletro dei coralli: infatti le microalghe aiutano i processi di calcificazione dello scheletro del corallo. I coralli non provvisti di zooxantelle simbionti non riescono da soli a fissare quantità di carbonato di calcio tali da formare barriere coralline, l’endosimbiosi con le microalghe è pertanto fondamentale per l’edificazione delle barriere coralline: senza le zooxantelle che vivono nei tessuti dei coralli quindi le barriere coralline non esisterebbero.
Essendo le zooxantelle organismi mwzaautotrofi che necessitano di abbondante mwzqluce solare per effettuare la mwzgfotosintesi, ed essendo la loro presenza fondamentale per l’edificazione della barriera corallina, i coralli tropicali richiedono rigide condizioni di profondità, di luminosità, di trasparenza dell’acqua e di temperatura per poter formare le barriere coralline. I coralli non ermatipici (cioè sprovvisti di zooxantelle) sono infatti diffusi anche in mari non tropicali ed a profondità considerevoli, però non sono capaci di formare delle costruzioni paragonabili alle barriere coralline tropicali.
La presenza delle zooxantelle, e la necessità di mwaaluce solare per effettuare la mwaqfotosintesi, costringe i coralli costruttori di barriera corallina a crescere in acque costiere superficiali poco profonde e ben illuminate; è per questo motivo che le mwagbarriere coralline tropicali si trovano solo a basse profondità in zone ben illuminate.
Nel mwcgMar Mediterraneo esiste una sola specie di mwcwcorallo costruttore che ospita zooxantelle endosimbionti: la madrepora cuscino (mwdamwdqCladocora caespitosa), che proprio grazie a queste microalghe è capace di dare luogo a grandi strutture carbonatiche ecologicamente simili alle barriere coralline tropicali.
Sbiancamento dei coralli
Una delle minacce più importanti per le mwfqbarriere coralline negli ultimi anni è il cosiddetto fenomeno dello mwfgsbiancamento dei coralli (mwfwmwgacoral bleaching), sempre più frequente e dannoso a causa dei recenti mwgqcambiamenti climatici globali e del mwggriscaldamento globale. Lo sbiancamento dei coralli è un fenomeno che si verifica quando i coralli espellono le zooxantelle, facendoli apparire bianchi o molto chiari. Questo processo è spesso innescato da stress ambientali, come l'aumento della temperatura dell'acqua, l'mwgwacidifcazione dei mari o l'mwhainquinamento. Questo fenomeno è quindi molto dannoso per l'ecosistema della barriera corallina, dal momento che le zooxantelle forniscono ai coralli fino al 90% del loro fabbisogno energetico attraverso la fotosintesi, e partecipano attivamente alla biocostruzione della struttura carbonatica.
Temperature elevate, anche di pochi gradi, possono stressare i coralli e indurli a espellere le zooxantelle. In genere il fenomeno dello sbiancamento si verifica quando la temperatura dell'acqua si mantiene a lungo oltre i 30 °C. Questo è molto preoccupante soprattutto in un'ottica di mwhgcambiamenti climatici e di mwhwriscaldamento globale: i fenomeni di sbiancamento dei coralli potrebbero aumentare sempre di più a causa del progressivo aumento delle temperature, con effetti devastanti per la biodiversità e per l'ecosistema.
Le conseguenze dello sbiancamento sono diverse. Innanzitutto si ha perdita di colore: i coralli perdono il loro colore vivace e appaiono bianchi o pallidi. Se lo stress persiste, i coralli possono morire di fame, poiché le zooxantelle forniscono loro gran parte dell'energia. Lo sbiancamento dei coralli può portare alla perdita di specie marine che dipendono dalle barriere coralline per il cibo e il riparo, comportando quindi un drastico calo di biodiversità. Molte popolazioni umane dipendono dalle barriere coralline per il turismo, la pesca e la protezione dalle tempeste, quindi lo sbiancamento può avere anche gravi conseguenze economiche e sociali, oltre che ecologiche ed ambientali.
Zooxantelle e anemoni di mare
Anche alcune specie di mwkwanemoni di mare o mwlaattinie ospitano zooxantelle endosimbionti.
Un classico esempio è mwlgmwlwAnemonia viridis, una specie di anemone di mare molto diffusa nelle acque costiere del mwmaMediterraneo a bassissime profondità. La presenza delle zooxantelle limita la distribuzione di questo organismo in acque poco profonde e ben esposte alla luce del sole.
Zooxantelle e molluschi
Le zooxantelle vivono endosimbionti in abbondanza anche entro i tessuti dei mwoamolluschi.
Ad esempio, il colore blu vivo delle mwogtridacne, grandi molluschi bivalvi diffusi nelle mwowbarriere coralline tropicali, è dovuto proprio alla presenza di numerose zooxantelle. A causa della presenza di zooxantelle, che necessitano di luce per la fotosintesi, le tridacne possono crescere solo in acque basse e ben illuminate.
Note
cite-note-11. ↑ mwqgmwqwmwraLa simbiosi fra i coralli e le zooxantellae: cos'è e come funziona, su mwrqdanireef.com. mwrgURL consultato il 23 marzo 2020.
cite-note-22. ↑ mwsgTodd C. LaJeunesse, John Everett Parkinson, Paul W. Gabrielson, Hae Jin Jeong, James Davis Reimer, Christian R. Voolstra e Scott R. Santos, mwswmwtaSystematic Revision of Symbiodiniaceae Highlights the Antiquity and Diversity of Coral Endosymbionts, in mwtqCurrent Biology, vol.mwtg 28, n.mwtw 16, 20 agosto 2018, pp.mwua 2570–2580.e6, mwuqDOI:mwug10.1016/j.cub.2018.07.008, mwuwPMIDmwva mwvq30100341.
cite-note-wakefield2000-33. ↑ mwwqTimothy Wakefield, Mark Farmer e Stephen Kempf, mwwgmwwwRevised Description of the Fine Structure of in situ "Zooxanthellae" Genus Symbiodinium, in mwxaThe Biological Bulletin, vol.mwxq 199, n.mwxg 1, 2000, pp.mwxw 76-84, mwyaDOI:mwyq10.2307/1542709, mwygJSTORmwyw mwza1542709, mwzqPMIDmwzg mwzw10975645.
cite-note-lohr-66. ↑ mw5gLohr, Jayme; Munn, Colin B.; Wilson1, William H., mw5wmw6aCharacterization of a Latent Virus-Like Infection of Symbiotic Zooxanthellae, in mw6qApplied and Environmental Microbiology, vol.mw6g 73, n.mw6w 9, 2007, pp.mw7a 2976-2981, mw7qBibcode:mw7g2007ApEnM..73.2976L, mw7wDOI:mw8a10.1128/AEM.02449-06, mw8qPMCmw8g mw8w1892877, mw9aPMIDmw9q mw9g17351090.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) zooxanthella, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwaqe(EN) Zooxanthellae and Coral Bleaching, su ocean.si.edu.
• mwaqm(EN) Zooxanthellae… What's That?, su oceanservice.noaa.gov. URL consultato il 24 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2020).